Il blog del corso di Progettazione Urbanistica

La riparazione della città diffusa

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Esercitazione 1.5

Salve per l’esercitazione 1.5 avrei scelto di analizzare il Quartiere CasaNova di Bolazano. Volevo sapere se come progetto può essere idoneo o meno. Grazie mille.

Lorenzo MastrellaImage

Esercitazione 2.5

Il sopralluogo è stato fondamentale per capire il luogo e la sua morfologia per poi potersi calare meglio nella successiva esercitazione 3.0. Scesi dal treno ci siamo ritrovati in una frazione del comune di Capannori, Tassignano, piccola cittadina di campagna costituita prevalentemente da edifici rurali e annessi agricoli nei quali lo spazio pubblico, dal manto stradale, penetra nello spazio privato delle corti interne degli edifici, creando una situazione di non chiarezza tra ciò che è pubblico e ciò che è privato.

Gli edifici rurali presenti sono in forte stato di abbandono, preferendo alla ristrutturazione, nuove costruzioni che completano ma compromettano gli spazi agricoli creando una sorta di città diffusa e continua, cosi facendo si vanno a perdere testimonianze fondamentali del luogo e della sua società. Spostandosi verso Capannori notiamo la forte assenza di qualsiasi arredo urbano ma fondamentalmente di marciapiedi, piste ciclabili, lampioni che renderebbero migliore lo spostamento, non prettamente automunito, tra la frazione di Tassignano ed il comune di Capannori che distano solo 4km.

Arrivati al centro di Capannori ci troviamo in un ampia piazza che fa da cornice alla chiesa principale della città e anche maggiore elemento rappresentativo del luogo come fosse unico forte punto di aggregazione della comunità. Anche in questa situazione noto l’assenza di panchine e arredi, tranne qualche aiuola, che renderebbero meglio fruibile e vivibile lo spazio.

Nel nostro sopralluogo abbiamo visitato anche il parco che personalmente non mi ha colpito in quanto manca di qualsiasi relazione sia con il contesto urbano sia con l’ambiente agricolo in cui è immerso, come fosse un oggetto posto su un foglio bianco, rendendolo uno spazio freddo e non ospitale per passare piacevolmente del tempo. Avvicinandosi sempre più al comune, ci addentriamo maggiormente nelle zone di recente espansione, limitrofe al centro, con edifici caratterizzati prevalentemente, non più da corti interne  semi-pubbliche, ma da spazi privati e garage non accessibili se non dal proprietario, perdendo quella relazione forte tra interno e limitrofo. Il comune, che secondo il mio parere, dovrebbe essere innanzi tutto caratterizzato da un ampia piazza frontale che crea uno spazio di aggregazione e ritrovo, qui non e presente, anzi al posto di una piazza troviamo una sorta di rotonda con parcheggi e nessuno spazio pedonale che renda vivibile la piazza (cosi chiamata in quanto Piazza Aldo Moro). Secondo il mio parere le trasformazioni previste devono relazionarsi all’ambiente circostante in cui prendono vita e non offuscare ciò che andranno ad affiancare, anzi devono valorizzarlo, creando un equilibrio tra l’ identità del luogo ed in nuovo edificio o spazio che assieme andranno a dare identità a qual luogo unico nel suo genere.

Credo che in queste aree sia possibile creare ampie zone pedonali che cambino la vivibilità della città, in modo da avvicinare i cittadini alla realtà in cui vivono e creare ampie zone di verde per cercare di contrastare il fenomeno della città diffusa, che sempre più va ad insediarsi nelle zone agricole che connettono gli edifici e che creano questa atmosfera magica e “retrò”  in questo piccolo comune, Capannori.

Alessia Cacciato

Revisione Luglio

Buonasera professori,

mi chiedevo se per chi fa l’esame a settembre è possibile fare una revisione anche giovedì 28 luglio oppure no..

Grazie per ora

Anna Agostino

Esercitazione 3.0: esempi di masterplan

Dalle prime revisioni che abbiamo fatto insieme, emergono alcune considerazioni: vorremmo ora tentare di dare alcune indicazioni sulle modalità di redazione del “masterplan” dell’area di progetto, che è uno degli elaborati obbligatori per sostenere l’esame. In seguito, quando inizierete aproporci gli altri elaborati, in base alle difficoltà che incontreremo tenteremo di chiarire alcuni aspetti.

Intanto, una indicazione che abbiamo dato più volte: il masterplan deve restituire un assetto spaziale, non una zonizzazione! Per questo, sarà molto utile per voi lavorare direttamente sulla base CTR al 2000, magari avendo accanto (o sotto) una buona fotografia aerea, così da segnare nel modo più approfondito possibile lo “stato di fatto”.

Per fornire alcuni spunti, sono qui riportati, a puro titolo di esempio, delle restituzioni di elaborati che hanno le caratteristiche tipiche del “masterplan”, ovvero del disegno generale, di massima, entro il quale trovano collocazione e si relazionano tra loro gli elementi del progetto urbanistico.

Gli elementi, nei casi che vi indichiamo (ma potete trovarne tanti anche solo digitando su “immagini” di google la parola masterplan) hanno delle forti similitudini. Sono restituzioni zenitali di aree più o meno urbane, connotate dalla presenza di elementi ben individuabili in relazione tra loro:

– edifici, dei quali solitamente si riesce a distinguere la tipologia;

– strade e spazi pubblici (trattate con maggiore o minore cura, ma sempre centrali nella restituzione delle relazioni tra gli spazi dei progetti presentati);

– “materiali” verdi: alberature, siepi, masse vegetali, prati, etc.; il verde è disegnato con molta cura, solitamente, e le alberature sono spesso (e per convenzione) rappresentate ad un grado avanzato di crescita;

L’uso delle ombreggiature degli elementi (ovvero, la restituzione dell0 sviluppo in altezza degli elementi rappresentati in piano attraverso la proiezione delle ombre al suolo) è molto comune, poichè consente di dare “spessore” ai disegni, e renderli maggiormente efficaci (leggi: comprensibili)

In alcuni casi, come in quello qui sotto, il masterplan può essere addirittura “poggiato” sulla foto aerea, per offrire una immagine dell’inseriemento nel contesto del progetto; ma è solo una delle tante modalità di restituzione del progetto di insieme.

Le aree “trattate” (sia con il colore che con dei tratteggi, o con dei retini anche in bianco e nero), ovvero fatte oggetto di attenzione progettuale, vengono distinte da quelle dove non si agisce/progetta poiché queste ultime vengono semplicemente lasciate “bianche” (o vuote, dipende di che tipo di disegno si parla); ovvero, non occorre trattare tutta la superficie della tavola o disegno, ma si possono evidenziare relazioni tra elementi attraverso una attenta scelta di quello che occorre fare venire fuori dal disegno.

Per questo, il masterplan può essere anche molto schematico, ma deve necessariamente riportare elementi che consentano, nel passaggio alla scala superiore (nel nostro caso, nel passaggio dalla scala 1:2000 alla scala 1:500) di avere ben chiaro il disegno generale, l’inquadramento, le relazioni che al 500 ovviamente “stanno fuori” dal foglio, ma devono (dovrebbero, se il progetto è approfondito e funziona) essere state considerate.Dunque, il consiglio è quello di disegnare avendo chiaro il significato delle convenzioni grafiche, senza naturalmente preoccuparsi della “bellezza” del disegno, ma assolutamente preoccupandosi della capacità che il vostro disegno ha (avrà) di comunicare il vostro progetto, le vostre idee.

Viale Castruccio Castracani, Lucca

Anna Agostino

Mercoledì 25 maggio: lezione di Roberto Vezzosi

Mercoledì 25 Maggio Roberto Vezzosi terrà una lezione a partire dai temi del corso di Progettazione Urbanistica.

Architetto e urbanista, membro effettivo dell’INU dal 2002, è stato presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Prato. Svolge attività di pianificazione e consulenza per la pubblica amministrazione e lavora sui temi dell’innovazione delle pratiche urbanistiche e più in generale delle politiche urbane.

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Capannori. Il punto di vista di Anna

Che dire di questa escursione..Mi ha molto colpito il paesino di Tassingnano,

in cui, a mio parere, il cambiamento di funzione degli

edifici una volta destinati a fienili è molto ben riuscito.

Per quanto riguarda Capannori la prima delusione sono state le strade, la maggior parte delle quali sprovviste di marciapiede. Quella che più mi ha colpito (negativamente) è stata quella che dalla stazione di Tassignano porta al centro di Capannori, che dovrebbe quindi avere una certa importanza, dovrebbe essere quella che presenta il cuore del paese. Invece si presenta spoglia, invasa dai campi circostanti; addirittura la fermata dell’autobus è ormai inservibile, perchè dimora di erbacce alte più di un metro.

Dal punto di vista delle tipologie delle costruzioni, non ho molto ben capito quale risultato fosse stato previsto; perchè anche qui si trovano quelle piccole corti caratteristiche, quelle che “con la luce del tramonto sono così belle” (*F.L), però, purtroppo, accanto a loro si son volute accostare quelle nuove costruzioni che “tagliano” la continuità del luogo. Gli edifici pubblici sono stati realizzati con un tentativo di modernità, che però si è tradotto in un qualcosa che, invece di arricchire, degrada il centro urbano. (come, ad esempio, la biblioteca, che è praticamente irriconoscibile se non per la piccola scritta sulla porta).

Il parco urbano è stato criticato in varie occasioni, però, sempre a mio parere, è una soluzione sicuramente migliore di un campo da calcio o di un campo lasciato incolto come spesso si trovano. E mi sembra, inoltre, che questo sia molto ben relazionato con la “visuale” della Chiesa, l’unico problema è l’area non ancora progettata, ma penso che qualcuno di noi provvederà al più presto…

Anna Agostino

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