Il blog del corso di Progettazione Urbanistica

La riparazione della città diffusa

Esercitazione 2.5

Il sopralluogo è stato fondamentale per capire il luogo e la sua morfologia per poi potersi calare meglio nella successiva esercitazione 3.0. Scesi dal treno ci siamo ritrovati in una frazione del comune di Capannori, Tassignano, piccola cittadina di campagna costituita prevalentemente da edifici rurali e annessi agricoli nei quali lo spazio pubblico, dal manto stradale, penetra nello spazio privato delle corti interne degli edifici, creando una situazione di non chiarezza tra ciò che è pubblico e ciò che è privato.

Gli edifici rurali presenti sono in forte stato di abbandono, preferendo alla ristrutturazione, nuove costruzioni che completano ma compromettano gli spazi agricoli creando una sorta di città diffusa e continua, cosi facendo si vanno a perdere testimonianze fondamentali del luogo e della sua società. Spostandosi verso Capannori notiamo la forte assenza di qualsiasi arredo urbano ma fondamentalmente di marciapiedi, piste ciclabili, lampioni che renderebbero migliore lo spostamento, non prettamente automunito, tra la frazione di Tassignano ed il comune di Capannori che distano solo 4km.

Arrivati al centro di Capannori ci troviamo in un ampia piazza che fa da cornice alla chiesa principale della città e anche maggiore elemento rappresentativo del luogo come fosse unico forte punto di aggregazione della comunità. Anche in questa situazione noto l’assenza di panchine e arredi, tranne qualche aiuola, che renderebbero meglio fruibile e vivibile lo spazio.

Nel nostro sopralluogo abbiamo visitato anche il parco che personalmente non mi ha colpito in quanto manca di qualsiasi relazione sia con il contesto urbano sia con l’ambiente agricolo in cui è immerso, come fosse un oggetto posto su un foglio bianco, rendendolo uno spazio freddo e non ospitale per passare piacevolmente del tempo. Avvicinandosi sempre più al comune, ci addentriamo maggiormente nelle zone di recente espansione, limitrofe al centro, con edifici caratterizzati prevalentemente, non più da corti interne  semi-pubbliche, ma da spazi privati e garage non accessibili se non dal proprietario, perdendo quella relazione forte tra interno e limitrofo. Il comune, che secondo il mio parere, dovrebbe essere innanzi tutto caratterizzato da un ampia piazza frontale che crea uno spazio di aggregazione e ritrovo, qui non e presente, anzi al posto di una piazza troviamo una sorta di rotonda con parcheggi e nessuno spazio pedonale che renda vivibile la piazza (cosi chiamata in quanto Piazza Aldo Moro). Secondo il mio parere le trasformazioni previste devono relazionarsi all’ambiente circostante in cui prendono vita e non offuscare ciò che andranno ad affiancare, anzi devono valorizzarlo, creando un equilibrio tra l’ identità del luogo ed in nuovo edificio o spazio che assieme andranno a dare identità a qual luogo unico nel suo genere.

Credo che in queste aree sia possibile creare ampie zone pedonali che cambino la vivibilità della città, in modo da avvicinare i cittadini alla realtà in cui vivono e creare ampie zone di verde per cercare di contrastare il fenomeno della città diffusa, che sempre più va ad insediarsi nelle zone agricole che connettono gli edifici e che creano questa atmosfera magica e “retrò”  in questo piccolo comune, Capannori.

Alessia Cacciato

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