Il blog del corso di Progettazione Urbanistica

La riparazione della città diffusa

Frank Lloyd Wright e la natura

L’architetto statunitense Frank Lloyd Wright (Richland Center 1867 – Phoenix 1965), è stato il rappresentante per eccellenza dell’architettura organica. Il suo studio si volse all’approfondimento del rapporto fra l’individuo e lo spazio architettonico e fra questo e la natura, ruolo fondamentale nell’idea anti-urbana dell’architetto . Questi suoi interessi lo portarono a prediligere come tema della sua attività la casa d’abitazione unifamiliare (“prairie house” o “casa nella prateria”), che videro la propria realizzazione nei pressi di Oak Park, Illinois, a Chicago, nei primi del Novecento.

Arthur B. Heutley House, Oak Park, Illinois 1902

Queste prime case erano situate in periferia, in un’epoca in cui la periferia era poco popolata e il paesaggio era lasciato alla sua semplicità originaria. Wright riteneva che fosse opportuno, in questa prateria lunga e piatta, costruire a un livello superiore a quello del terreno, per avere una veduta migliore.
Per questa ragione portò il piano interrato al livello del pianterreno, che costituì uno zoccolo per il primo piano; le pareti che sorgevano direttamente dal basamento, mentre le finestre del secondo piano si allineavano in una fascia continua sotto le gronde sporgenti studiate apposta per proteggerle da vento e sole.

Robie House, Oak Park, Illinois 1909

I suoi principi :

– il rifiuto della ricerca estetica

– la smaterializzazione della scatola muraria a favore di una maggiore integrazione tra interno e esterno, ottenuta grazie a: le linee orizzontali  ampie e prolungate, le basse proporzioni strettamente legate al terreno, i tetti dall’inclinazione dolce

– privilegiare  l’impiego di un unico materiale ( mattoni o cemento intonacato, con rifiniture in legno )

– l’armonia dell’edificio con l’ambiente esterno, estendendo ed accentuando i piani paralleli al suolo

– il mobilio è in armonia con gli spazi, ha forme rettilinee e deve essere libero da eccessi estetici

– gli impianti di riscaldamento, di illuminazione e le tubature devono essere parte integrante dell’edificio

– le pareti divisorie sono ridotte al minimo indispensabile,  creando un ambiente distribuito in modo tale che aria, luce e visuale permeassero l’insieme di un senso di unità

– camino centrale

– finestre a lucernario

“Amavo istintivamente la Prateria, per la sua grande semplicità – gli alberi, i fiori, il cielo stesso,   formavano un contrasto affascinante. Mi resi conto che nella Prateria il più modesto rilievo sembrava alto – ogni particolare acquistava verticalità, le ampiezze si riducevano. Ebbi l’idea che i piani orizzontali degli edifici appartenessero al terreno. Cominciai a mettere in pratica questa idea.”                                           Frank Lloyd Wright

Jenny Scianna

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