Il blog del corso di Progettazione Urbanistica

La riparazione della città diffusa

Boscotondo, Natalini

Il Progetto del Boscotondo, realizzato da Adolfo Natalini a  seguito di un concorso internazionale nel 1995, si trova nella vecchia area industriale dismessa “area Begemann” a sud ovest del castello di Helmond in Olanda.  L’opera realizzata è posta in una radura circolare di circa 120 m di diametro con al centro un boschetto. Intorno a questo vengono disposte ad anello le residenze divise in tre corpi.

Natalini mirava a riportare la natura ad appropriarsi di quest’area in modo da riavere l’aspetto che aveva prima degli insediamenti industriali. Tutto questo cerca di realizzarlo ponendo le residenze lungo il canale lasciando un grande spazio verde triangolare sull’angolo sud-est, come continuazione del verde attorno al castello,  una pista ciclabile che attraversa l’intera area ed infine sul bordo del trapezio restaura e completa le alberature esistenti mentre altre nuove vengono sistemate lungo il canale.

Gli edifici pubblici si affacciano su una piazza aperta inserita per un angolo nel boscotondo, che pur inaktegrandosi in un complesso articolato hanno ognuno una diversa identità. Tra questi troviamo un cinema il Bioskoop, il comune, la caffetteria e il museo che seguono l’andamento della Kanaalijk, della traverse e della pista ciclabile; mentre la galleria d’arte è inserita nella radura verde.
Per ogni edificio si ha un diverso trattamento dei fronti che sono però uniformi nell’uso della pietra nel piano terra e il mattone a faccia vista con elementi di cemento stampato nei piani superiori. Mentre le grandi pareti vetrate della hall del Bioskoop e della rotonda del comune hanno una struttura metallica, le coperture sono in rame verde.

Le residenze hanno diverse tipologie e diversi orientamenti, diverse variazioni esterne, infatti hanno del balconi, ballatoi e le logge in pietra. I parcheggi sono situati sotto la piazza, su due livelli per un totale di 350 posti circa, quelli privati si trovano sotto le abitazioni insieme alle cantine.

Da quest’opera si percepisce la tendenza a rapportarsi più ai bisogni ed ai desideri di chi vive le sue architetture piuttosto che rincorrere questo diffuso ideale di modernità tutto ciò dato dal rapporto perfetto tra i pieni e i vuoti, con l’uso dei materiali tradizionali, con il rigore delle facciate, ponendo sempre attenzione alla storia e all’atmosfera dei luoghi

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