Il blog del corso di Progettazione Urbanistica

La riparazione della città diffusa

Capannori, città diffusa.

La verità è che per me questi non sono di certo posti nuovi, sono cresciuto sul mare ma posso dire di aver girato molto per la Toscana e quindi passeggiare per certi paesaggi non suscita in me nuove emozioni ma piuttosto mi porta a riaffiorare vecchi ricordi. Osservare con occhio critico è stato comunque diverso, in un altra situazione probabilmente sarei riuscito a notare solo gli aspetti positivi del luogo restando indifferente a quelli negativi, mentre durante il sopralluogo ho potuto constatare di persona la famosa “città diffusa”. Così è infatti definita Capannori, una città nata  senza un centro storico ben definito e sviluppata con insediamenti sia sulla collina che sulla pianura caratterizzati da interventi che hanno  snaturano la tipica tipologia di corte lucchese  trascurando regole di allineamenti, tipologie edilizie, materiali..

Per ovviare alla città diffusa il regolamento urbanistico di Capannori prevede 40 ettari destinati a completamento  e circa 6 ettari destinati a nuova edificazione. Le domande sorgono quindi spontanee.. sono proprio necessari questi 40 ettari di edificazione destinati a nuove unità residenziali? E’ possibile risolvere questo problema con una soluzione così drastica e senza una vera e propria riorganizzazione della città? Perchè non cercare di valorizzare le abitazioni attualmente chiuse o in abbandono?

Le risposte sono tutt’altro che semplici ed è abbastanza facile puntare il dito senza proporre soluzioni concrete quindi mi limiterò a dire cosa ho potuto notare dal mio sopralluogo.

Penso sia evidente la mancanza di un vero e proprio nucleo centrale, il cuore di Capannori sembra infatti spaccato in due. In una una parte riconosciamo la “zona antica”, sviluppata intorno alla chiesa e la piazza, mentre nell’ altra possiamo trovare la “zona moderna”, articolata intorno al comune e provvista di tutti i servizi. In “mezzo” non troviamo veri e propri elementi di interazione tra le due parti,  le due Capannori vivono come organismi indipendenti. Penso che sia proprio questo il problema principale, nel mio master plan oltre a valorizzare il centro storico ho quindi cercato di ricucire le due parti di città tramite spazi verdi e piste ciclabili.

Dedicherei un ultima critica al parco, questo è praticamente nascosto dietro la chiesa e oltre a non presentare il minimo ombreggiamento è anche privo di qualsiasi attività di richiamo, credo che sia abbastanza semplice un pò per tutti intuire il perchè risulti abbandonato.

Fabio Consorti

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