Il blog del corso di Progettazione Urbanistica

La riparazione della città diffusa

Archivio per luglio, 2011

post 2.5 capannori

Giovedì, 12 Maggio 2011, alle ore 15 presso la stazione di Tassignano è partito il gruppo di Progettazione per un primo itinerario attraverso la città di Capannori (Lucca), luogo scelto per l’esercitazione. Leggi il seguito di questo post »

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Revisione Luglio

Buonasera professori,

mi chiedevo se per chi fa l’esame a settembre è possibile fare una revisione anche giovedì 28 luglio oppure no..

Grazie per ora

Anna Agostino

Passeggiata delle mura urbane – Lucca

 Jenny Scianna

Frank Lloyd Wright e la natura

L’architetto statunitense Frank Lloyd Wright (Richland Center 1867 – Phoenix 1965), è stato il rappresentante per eccellenza dell’architettura organica. Il suo studio si volse all’approfondimento del rapporto fra l’individuo e lo spazio architettonico e fra questo e la natura, ruolo fondamentale nell’idea anti-urbana dell’architetto . Questi suoi interessi lo portarono a prediligere come tema della sua attività la casa d’abitazione unifamiliare (“prairie house” o “casa nella prateria”), che videro la propria realizzazione nei pressi di Oak Park, Illinois, a Chicago, nei primi del Novecento.

Arthur B. Heutley House, Oak Park, Illinois 1902

Queste prime case erano situate in periferia, in un’epoca in cui la periferia era poco popolata e il paesaggio era lasciato alla sua semplicità originaria. Wright riteneva che fosse opportuno, in questa prateria lunga e piatta, costruire a un livello superiore a quello del terreno, per avere una veduta migliore.
Per questa ragione portò il piano interrato al livello del pianterreno, che costituì uno zoccolo per il primo piano; le pareti che sorgevano direttamente dal basamento, mentre le finestre del secondo piano si allineavano in una fascia continua sotto le gronde sporgenti studiate apposta per proteggerle da vento e sole.

Robie House, Oak Park, Illinois 1909

I suoi principi :

– il rifiuto della ricerca estetica

– la smaterializzazione della scatola muraria a favore di una maggiore integrazione tra interno e esterno, ottenuta grazie a: le linee orizzontali  ampie e prolungate, le basse proporzioni strettamente legate al terreno, i tetti dall’inclinazione dolce

– privilegiare  l’impiego di un unico materiale ( mattoni o cemento intonacato, con rifiniture in legno )

– l’armonia dell’edificio con l’ambiente esterno, estendendo ed accentuando i piani paralleli al suolo

– il mobilio è in armonia con gli spazi, ha forme rettilinee e deve essere libero da eccessi estetici

– gli impianti di riscaldamento, di illuminazione e le tubature devono essere parte integrante dell’edificio

– le pareti divisorie sono ridotte al minimo indispensabile,  creando un ambiente distribuito in modo tale che aria, luce e visuale permeassero l’insieme di un senso di unità

– camino centrale

– finestre a lucernario

“Amavo istintivamente la Prateria, per la sua grande semplicità – gli alberi, i fiori, il cielo stesso,   formavano un contrasto affascinante. Mi resi conto che nella Prateria il più modesto rilievo sembrava alto – ogni particolare acquistava verticalità, le ampiezze si riducevano. Ebbi l’idea che i piani orizzontali degli edifici appartenessero al terreno. Cominciai a mettere in pratica questa idea.”                                           Frank Lloyd Wright

Jenny Scianna

Tassignano – Capannori

Appena scesi alla stazione di Tessignano , la prima impressione è stata quella di essere arrivati in un luogo rimasto fermo nel tempo.   La maggior parte degli edifici sono situati lungo la strada e mostrano la loro originaria identità di case rurali con annesse vecchie stalle o fienili riattati e con uno spazio di pertinenza interno. Nello spostamento da Tessignano a Capannori (N.B. non più di cinque, dieci minuti a piedi) non potevamo non percepire il disagio dovuto alla mancanza di marciapiedi. Nelle città si cerca di evitare l’uso dell’ automobile anche per lunghi tratti, mentre è “consigliabile” per percorrere i pochi metri della strada provinciale Domenico Chelini. Siamo giunti nella piazza di Capannoli che si apre davanti la chiesa. E’ questa “la parte antica” del paese anche se lo stile della costruzione non permette una facile collocazione storica. Questo luogo che dovrebbe esser di aggregazione svolge poco la sua funzione probabilmente perché non ben collegata con l’area storica vicina. Forse si è pensato di ravvivare questo luogo con la costruzione della scuola elementare. A nord della chiesa si trova un parco che risulta quasi nascosto perché circondato dagli edifici. Appare con il suo anfiteatro ed il laghetto costruito, a mio giudizio, più per il rispetto di regole di estetica che di funzionalità, in quanto mancano zone d’ombra e quelle attrezzature che potrebbero renderlo funzionale e quindi più frequentato. Oltre il parco si avverte subito lo stacco dalla “zona moderna” con la sede del Comune costruito secondo un’architettura quasi futuristica. E’ netta la sensazione di trovarsi in una tipica “città diffusa” ove il luogo risulta frammentato, con edifici costruiti per rispondere più ad una speculazione edilizia che ad un progetto organico. Oggi un intervento di pianificazione e di riqualificazione non può azzerare quelle che sono le realtà e le identità del territorio, ma valorizzarle soprattutto rendendo più efficaci i collegamenti e creando dei centri di aggregazione attrezzati.

Sopralluogo a Capannori

Il nostro sopralluogo comincia alla stazione di Tassignano, una piccola stazione antica   con case rurali e corti interne, che quasi sempre hanno riattato vecchie pertinenze agricole. L’edificato si sviluppa lungo la strada che è collegata direttamente con i campi coltivati.Lasciamo Tassignano verso Capannori e lungo il tragitto osserviamo nei campi case sparse, spesso con le corti in comune. Tutti noi abbiamo dovuto sperimentare la  difficoltà di percorrere a piedi una strada senza marciapiedi.Capannori è un paese che si sviluppa nella “zona antica” con la chiesa e il campanile e la piazza antistante. Non ho avuto la sensazione che, al di là  del passeggio per la messa domenicale, fosse un luogo di aggregazione, forse per la mancanza di arredi urbani e il distacco dall’abitato.

Proseguendo verso nord ci ritroviamo in un parco abbastanza bello soprattutto per la presenza di un anfiteatro ma piuttosto spoglio,  privo di alberi che diano ombra e di quelle strutture che potrebbero rendere questo spazio pubblico fruibile piacevolmente dalla popolazione.

Proseguendo verso la sede del  Comune  abbiamo notato la presenza  di piste ciclabili e pedonali. Arrivati davanti all’edificio municipale ci siamo ritrovati con una costruzione con linee, forme e colori di una modernità fondamentalmente di facciata e contrastante per stile con l’edificato alle nostre spalle.

Più che mai abbiamo avuto la conferma di trovarci di fronte alla “città diffusa”, fatta di tanti nuclei con una diversa caratteristica edilizia e senza una razionalità nella pianificazione.

In effetti si potrebbe riconsiderare le due polarità già esistenti, la piazza con la chiesa e il Municipio e renderli veramente dei nodi di aggregazione e di riqualificazione dell’identità del luogo attraverso una riorganizzazione degli spazi pubblici e soprattutto dei collegamenti così che il riassetto del territorio miri  ad una sua “socialità”.

Sopralluogo a Capannori

Tassignano:  Un luogo senza tempo

Giunti sul posto ci  siamo trovati di fronte ad una parte di città caratterizzata da ampi spazi aperti con edifici rurali e vecchi fienili, oggi riconvertiti ad uso residenziale, che hanno trasmesso la sensazione di  una area degradata e abbandonata.

L’edificato principale è sviluppato principalmente sulla strada, priva di un marciapiede, rendendo in questo modo difficoltoso lo spostamento pedonale fino a Capannori dove si giunge attraversando un grande asse di comunicazione stradale.

Anche questa parte di città non ha suscitato impressioni positive in quanto priva di una sua identità e di un disegno urbano capace di creare un sistema di relazioni.

A partire dal centro storico ben poco identificabile e dalla chiesa circondata da un piazzale scollegato dal resto della struttura, troviamo un spazio urbano occupato da un edificato che spesso non trova relazione con il contesto circostante.

Il polo amministrativo e pubblico caratterizzato da una serie di servizi è localizzato nella parte più a nord e quindi decentrato rispetto al resto della città, disseminata di ampi spazi apert,i costituiti principalmente da verde agricolo e verde pubblico.

Manca un punto baricentrico e di riferimento per l’aggregazione sociale, che potrebbe essere ritrovato valorizzando il centro  storico e l’area della chiesa

È necessaria un integrazione funzionale dei principali servizi rispetto alle aree più marginali anche attraverso percorsi pedo-ciclabili utili per favorire uno spostamento eco-sostenibile oltre che positivo per la salute.

Elena Zini

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