Il blog del corso di Progettazione Urbanistica

La riparazione della città diffusa

MUSEO DELL’ARA PACIS, RICHARD MEIER, 1996-2006

L’Ara Pacis è l’altare che rappresenta uno degli esempi più alti dell’arte classica.
La sua costruzione fu decretata dal Senato romano nel 13 a.C. per onorare il ritorno di Augusto dalle province di Gallia e di Spagna, dove nel corso di tre anni l’imperatore aveva consolidato il potere di Roma e suo personale, aperto nuove strade, fondato colonie.
Fu edificata lungo la Via Flaminia, al confine del Campo Marzio settentrionale, ma la natura alluvionale dell’area e le inondazioni del Tevere, depositando strati di limo, determinarono ben presto l’interramento dell’Ara, di cui si perse completamente memoria.

1937-38:
L’Ara fu recuperata dal sottosuolo e la ricostruzione del monumento fu decisa in vista della ricorrenza del bimillenario della nascita di Augusto, da Mussolini.
Affidata all’archeologo Giuseppe Moretti, l’opera viene posizionata all’interno di un padiglione in Via di Ripetta, in prossimità del Porto antico (demolito).

1996-2006:
Il complesso museale redatto da RICHARD MEIR & Patners Architect è il primo intervento di nuova architettura nel cuore di Roma, dal dopoguerra.

Organismo di andamento lineare che si sviluppa secondo l’asse principale  Nord-sud, costeggia per più di cento metri il lungotevere all’altezza di
piazza Augusto.

PIANTA DEL PIANO TERRA

1° Galleria: ospita i servizi di accoglienza. Vi si accede tramite una scalinata che supera il dislivello tra Via diRipetta e il Lungotevere e raccorda la nuova costruzione alle chiese neoclassiche antistanti.

La scalinata presenta una fontana, elemento di richiamo al passato, memoria del Porto Antico.

2° Padiglione espositivo: Di giorno l’Ara è immersa nella luce diffusa dei lucernari, montati per garantire la massima visibilità, e annullare l’effetto “gabbia” della struttura. Essa è formata da grossi pilastri circolari che sorreggono la copertura modulare vetrata.

3° Sala convegni: a nord, è disposta su due piani e fornita di un locale per ristorazione. Sopra la sala è presente un’ampia terrazza che si affaccia sul Mausoleo di Augusto.

Sfruttando il dislivello esistente tra il Lungotevere e Via di Ripetta, è stato ricavato un semi-interrato, dove si trovano una biblioteca, gli uffici direzionali e due sale espositive.

MATERIALI UTILIZZATI

Travertino: continuità coloristica e memoria della Roma antica.

Vetro: la parete lunga circa cinquanta metri attira verso l’Ara Pacis lo sguardo di chi percorre in automobile o a piedi il Lungotevere.

L’intonaco e il vetro sono in grado di offrire una compenetrazione tra interno ed esterno, effetti di volume e trasparenza, di pieno e vuoto.
Attraverso i riflessi irrompono e si mescolano edifici, monumento, archeologia, alberi e traffico in un’unica bizzarra prospettiva spaziale e temporale.

OBIETTIVI PRINCIPALI PER L’INSERIMENTO DEL PROGETTO DI MEIER NEL CONTESTO URBANO

-Creare un locale adatto a proteggere e conservare un monumento che la vecchia struttura non riusciva più a preservare.

– Offrire alla città un’opera moderna, capace di attrarre allo stesso tempo turisti in cerca di sacralità archeologicam e cittadini in cerca di spazi e servizi per la cultura.

– Salvaguardare l’identità del luogo facendo convivere insieme innovazione tecnologica, modernità, con il patrimonio archeologico, storico, artistico.  Roma, città brillante e viva non solo nell’antichità, ma anche nel XXI secolo.

LA CRITICA

Quest’opera di architettura contemporanea è stata oggetto di molte accese discussioni per come si rapporta con il contesto, perchè considerata un elemento di contrasto, un passo verso una internazionalizzazione di Roma.
«Un intervento da rimuovere» poiché costituiva «uno sfregio alla città».
E’ stata però anche soggetta ad apprezzamenti: «Non imita il contesto, ma in relazione ad esso parla il solo linguaggio della storia, che è plurilingue.

ESITI DOPO LE CRITICHEi : PREVISIONI FUTURE, (Entro il 2013):

– Riqualificazione della zona di Piazza Augusto Imperatore attraverso una pedonalizzazione dell’area compresa tra Ponte Cavour e Ponte Margherita.
– Interruzione della circolazione del traffico veicolare di superficie per circa 1,5 km, con conseguente costruzione di un tunnel sotterraneo.
– Abbattimento del muretto di travertinodi Tivoli, rendendo di nuovo possibile il collegamento tra il Tevere e l’area museale. Il monumento godrà di una migliore integrazione con l’ambiente circostante e di una maggiore fruibilitàda parte del pubblico.
– Costruire un parcheggio sotterraneo di circa trecento posti esattamente sotto la Passeggiata di Ripetta.

Dalila Diolaiuti

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