Il blog del corso di Progettazione Urbanistica

La riparazione della città diffusa

Archivio per giugno, 2011

Esercitazione 1.5_Greenwich Millennium Village

Greenwich Millennium Village (Londra)

Fino alla metà degli anni ‘90,la penisola di Greenwich era un’area industriale pesantemente inquinata, che ha  lasciato in eredità un sottosuolo contaminato da 27.000 tonnellate  di catrame….

Nel 1996 la Richard Rogers Partnershipvinse il concorso per la pianificazione urbana della parte orientale della penisola, con un masterplan basato sulla sostenibilità ambientale

Attraverso la bonifica del suolo è stato possibile reinserire nell’area essenze verdi autoctone e realizzare un sistema di laghi e canali artificiali

Nel 1997 Ralph Erskine vinse il concorso per la costruzione di una serie di alloggi che reinventano la casa con giardino tipicamente londinese in base ai più moderni sistemi di eco-sostenibilità.

Il masterplan di Erskine venne approvato nel 1999

Erskine propone una successione di quartieri sostenibili, per un mix di funzioni abitative, sociali, commerciali e amministrative…

… prevede, inoltre, un sapiente accostamento di “ambiti” comuni, pubblici,privati e commerciali, modellati dagli edifici che li circondano e con i quali essi definiscono gerarchie spaziali, visive, relazionali e funzionali.

La differente volumetria delle costruzioni, trova la sua ragion d’essere non solo nel desiderio di differenziare gli spazi aperti, ma soprattutto nella considerazione di fattori ambientali, quali soleggiamento e ventilazione: l’orientamento degli spazi e dell’edificato consente, infatti, di diminuire le dispersioni e massimizzare i guadagni termici nel periodo invernale.

Per la realizzazione del GMV sono stati scelti materiali riciclati (legno, cemento, pavimentazioni e componenti di arredo urbano) che hanno consentito di ridurre il consumo di materie prime e di abbattere i costi energetici dovuti alle pratiche industriali di estrazione, raffinazione e trasporto. Il consumo di energia per unità di merce prodotta risulta così quasi azzerato


 

GMV è servito da un moderno sistema di trasporti che comprende sei linee di autobus, ed è a pochi passi dalla North Greenwich, stazione della metropolitana che lo collega al centro di Londra in meno di 25 minuti.

È vicino alla “semi-autostrada” A102, che si collega allaA1020 tramite il Blackwall Tunnel, il quale unisce tale strada anche alla A12 Nord e alla A13 Est e Ovest.

I percorsi carrabili

I percorsi pedonali e ciclabili sono privilegiati rispetto a quelli carrabili attraverso un complesso di interventi mirati: dotazione di servizi pubblici per l’infanzia e di attrezzature sportive e commerciali al dettaglio e realizzazione di collegamenti efficienti con il sistema del trasporto pubblico.

I percorsi ciclabili e pedonali

Anna Agostino

 

 

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Gentile Professor Lucchesi

abbiamo saputo che la revisione del giorno 30 giugno è stata sospesa perchè ci sarà l’esame di Progettazione Urbanistica la mattina.

Le volevamo chiedere cortesemente se fosse possibile fare ugualmente revisione, dato che molti di noi avrebbero intenzione di sostenere l’esame il 21 luglio. Il problema è che se questa revisione viene annullata, ne  rimarrebbero solo due.

Se comunque ci fossero problemi per il 30 giugno, ci potrebbe indicare un altro giorno delle prossime settimane, oltre le date già stabilite?

La ringraziamo.

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Non mi fa pubblicare sul mio account per cui pubblico con questo account

Antonio Pisani

 

 

Esercitazione_1.5

Salve per l’esercitazione 1.5 avrei scelto di analizzare il complesso residenziale Pinnacle Duxton a Singapore. Volevo sapere se come progetto può essere idoneo o meno. Grazie mille.

Mastrella Lorenzo

 

Social Housing “Mab Arquitectura”: Via Gallarate, Milano

AUTORI: “Mab Arquitectura” – Floriana Marotta, Massimo Basile

COLLOCAZIONE: L’ intervento, realizzato nel periodo 2006 al 2009, interessa un lotto atipico lungo e stretto di 36.000 mq alle porte di Milano, con andamento prevalente est- ovest ,ubicato sul lato sud del quartiere Gallaratese, delimitato da una viabilità a traffico intenso. Vincitore del bando comunale “Abitare a Milano” prevede la riqualificazione di un’ area critica, destinandola a SOCIAL HOUSING. Al suo interno, vengono fuse architettura , urbanismo e visione paesaggistica del territorio nell’ unico intento di costruire una COMUNITA’ SOCIALE rivolgendosi a coloro che non sono in grado di acquistare su libero mercato. Per gli autori,  fondatori nel 2004 dello Studio “MAB Arquitectura” dal quale  il progetto ha preso il nome,  “il concetto di abitare non si estingue nella superficie minima dell’ appartamento, ma si estende agli spazi comunitari (sale riunioni, lavanderie, depositi comuni) agli spazi aperti, alle zone ludiche del parco e ai servizi sociali.”


INSERIMENTO DELL’ EDIFICATO: gli edifici che costituiscono circa i 2/3 della superficie complessiva costruita, sono disposti in corrispondenza di coni di apertura “individuati” dalle palazzine sul lato sud del quartiere Gallaratese.

– 184 alloggi in 4 blocchi  abitativi di grande impatto visivo (landmarks) per un totale di 500 residenti,

– 7 locali commerciali,

– 6 servizi di quartiere (fra cui un asilo nido per 3o bambini),

– 1 centro diurno per anziani e

– 1 centro socio-culturale

danno il valore numerico- qualitativo dell’ idea progettuale.

TIPOLOGIE DI COSTRUZIONE: La tipologia di costruzione prevede l’ alternanza di edifici chiaramente disposti IN LINEA, rivolti verso l’ area rurale a nord, e a A TORRE, incastrati nella maglia esistente, senza soluzione di continuità. Gli alloggi, fortunatamente, al contrario dei standard abitativi sociali che solitamente guardano più alla capienza più che alla qualità, godono di una buona ottimizzazione degli spazi grazie all’ alternanza sia orizzontale che verticale dei “moduli abitativi”. Soggiorni vivibili, vani cucina separati da scorrevoli o integrati col resto, affacci on orientamento est-ovest per una buona ventilazione naturale e massimo soleggiamento, affacci d’ angolo, spazi esterni schermabili mediante dei serramenti, sono soltanto alcuni degli accorgimenti strutturali che rendono il progetto interessante e curato dal “macro” al “micro” facendo “di necessità virtù”.

PREDISPOSIZIONE DEL PARCO: I blocchi sono calati all’ interno di una realtà parco molto interessante. Tagliato trasversalmente da un percorso pedonale in terra battuta, è organizzato in due fronti: il lato nord, dove è un sistema muro-collina (terra-cemento) accessibile dalla strada attraverso delle vere e proprie aperture nel cemento armato, che risponde perfettamente alle esigenze di “isolamento acustico” dal traffico; e il lato sud, con arbusti più bassi e geometricamente distribuiti, con aree attrezzate e spazi gioco per i bambini. Stupiscono la LOGICA e la FUNZIONALITA’ con coi è stato pensato: forse una delle soluzioni migliori per risolve le problematiche del contesto urbano.

Il perfetto adattamento al contesto “frammentato” in cui si trova l’ area da destinare ( la densità dell’ abitato a sud, la zona rurale di espansione periferica a nord), le condizioni di “stacco” a bassa densità che il progetto propone, l’ integrazione fra parco pubblico e spazi privati, i servizi socio-culturali che mette a disposizione, rispondono alle esigenze di bando (necessità di creare una nuova comunità sociale, riqualificazione dell’ area) ma, allo stesso tempo, pongono le basi di un nuovo modello sociale, “Il Social Housing”, incentrato sull’ integrazione umana, sulla collaborazione, sul vicinato.

Chissà che il successo di questo nuovo “modo di agire” (quello di Milano è il primo esempio assoluto: è stato insignito nel Maggio 2011 del premio IN/ARCH ANCE) non vada verso una sua riproducibilità in altri contesti? Ci sono ottime credenziali a riguardo

Leoncini Giovanni

Un eco-quartiere mediterraneo San Rocco a Faenza

Salve, per l’esercitazione 1.5 avrei scelto di analizzare l’ecoquartiere San rocco a Faenza progettato dagli architetti Ennio Nonni e Silvia Laghi. Volevo sapere se come progetto può essere idoneo.

Elena Zini

Esercitazione 3.0: esempi di masterplan

Dalle prime revisioni che abbiamo fatto insieme, emergono alcune considerazioni: vorremmo ora tentare di dare alcune indicazioni sulle modalità di redazione del “masterplan” dell’area di progetto, che è uno degli elaborati obbligatori per sostenere l’esame. In seguito, quando inizierete aproporci gli altri elaborati, in base alle difficoltà che incontreremo tenteremo di chiarire alcuni aspetti.

Intanto, una indicazione che abbiamo dato più volte: il masterplan deve restituire un assetto spaziale, non una zonizzazione! Per questo, sarà molto utile per voi lavorare direttamente sulla base CTR al 2000, magari avendo accanto (o sotto) una buona fotografia aerea, così da segnare nel modo più approfondito possibile lo “stato di fatto”.

Per fornire alcuni spunti, sono qui riportati, a puro titolo di esempio, delle restituzioni di elaborati che hanno le caratteristiche tipiche del “masterplan”, ovvero del disegno generale, di massima, entro il quale trovano collocazione e si relazionano tra loro gli elementi del progetto urbanistico.

Gli elementi, nei casi che vi indichiamo (ma potete trovarne tanti anche solo digitando su “immagini” di google la parola masterplan) hanno delle forti similitudini. Sono restituzioni zenitali di aree più o meno urbane, connotate dalla presenza di elementi ben individuabili in relazione tra loro:

– edifici, dei quali solitamente si riesce a distinguere la tipologia;

– strade e spazi pubblici (trattate con maggiore o minore cura, ma sempre centrali nella restituzione delle relazioni tra gli spazi dei progetti presentati);

– “materiali” verdi: alberature, siepi, masse vegetali, prati, etc.; il verde è disegnato con molta cura, solitamente, e le alberature sono spesso (e per convenzione) rappresentate ad un grado avanzato di crescita;

L’uso delle ombreggiature degli elementi (ovvero, la restituzione dell0 sviluppo in altezza degli elementi rappresentati in piano attraverso la proiezione delle ombre al suolo) è molto comune, poichè consente di dare “spessore” ai disegni, e renderli maggiormente efficaci (leggi: comprensibili)

In alcuni casi, come in quello qui sotto, il masterplan può essere addirittura “poggiato” sulla foto aerea, per offrire una immagine dell’inseriemento nel contesto del progetto; ma è solo una delle tante modalità di restituzione del progetto di insieme.

Le aree “trattate” (sia con il colore che con dei tratteggi, o con dei retini anche in bianco e nero), ovvero fatte oggetto di attenzione progettuale, vengono distinte da quelle dove non si agisce/progetta poiché queste ultime vengono semplicemente lasciate “bianche” (o vuote, dipende di che tipo di disegno si parla); ovvero, non occorre trattare tutta la superficie della tavola o disegno, ma si possono evidenziare relazioni tra elementi attraverso una attenta scelta di quello che occorre fare venire fuori dal disegno.

Per questo, il masterplan può essere anche molto schematico, ma deve necessariamente riportare elementi che consentano, nel passaggio alla scala superiore (nel nostro caso, nel passaggio dalla scala 1:2000 alla scala 1:500) di avere ben chiaro il disegno generale, l’inquadramento, le relazioni che al 500 ovviamente “stanno fuori” dal foglio, ma devono (dovrebbero, se il progetto è approfondito e funziona) essere state considerate.Dunque, il consiglio è quello di disegnare avendo chiaro il significato delle convenzioni grafiche, senza naturalmente preoccuparsi della “bellezza” del disegno, ma assolutamente preoccupandosi della capacità che il vostro disegno ha (avrà) di comunicare il vostro progetto, le vostre idee.

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