Il blog del corso di Progettazione Urbanistica

La riparazione della città diffusa

“Osservare per migliorare…”

L’escursione nella piana lucchese mi ha suscitato delle riflessioni di cui vorrei farvi partecipi.

A Tassignano, la prima impressione è stata avvertire un silenzio rotto solo dal fruscio del vento tra le foglie degli alberi.Mi ha dato la sensazione di essere isolato dal mondo, quando in realtà a pochi passi di distanza ci sono grandi vie di comunicazione: ferrovia, autostrada e grandi insediamenti: Altopascio, Capannori, Lucca.

Al contrario di Capannori, Tassignano è una piccola frazione costituita da case a schiera in laterizio intonacato, con uno spazio di pertinenza interno,rettangolare, isolato dalla strada.Quì un tempo i contadini svolgevano le loro attività quotidiane.Per funzionalità il fienile era costruito accanto all’abitazione, oggi questo è adibito a magazzino o a deposito di materiali.Gli edifici si sviluppano e accedono direttamente sulla strada che riprende la geometria dell’antica centuriatio romana.Ad esclusione del piccolo centro  in cui esistono i marciapiedi , in luogo aperto le strade confinano direttamente con i campi, lasciando la possibilità all’osservatore di ampie vedute sul paesaggio circostante.

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Spostandosi a piedi da Tassignano a Capannori che i rumori ambientali si facevano più intensi, a causa del traffico stradale, delle attività lavorative e del maggior numero di persone.Storicamente Capannori si identifica nella grande chiesa, che con il suo alto campanile rompe lo skyline della omogenea pianura lucchese.Ho notato che la piazza rettangolare della chiesa che, secondo me , dovrebbe rappresentare il centro identitario del luogo (insieme alla chiesa) non è vissuta come dovrebbe.Infatti la piazza lastricata è delimitata da due direttrici che si intersecano ortogonalmente e su cui scorre un intenso traffico.Questo mi sembra indice di una non corretta organizzazione viaria, poichè le abitazioni e i servizi commerciali quì presenti, risultano isolati dalla piazza stessa.Sarebbe opportuno rivedere la viabilità considerandi la possibilità dicreare un’isola pedonale inquesto luogo per migliorare le relazioni sociali degli abitanti.Per rivalutare l’area si potrebbe sostituire l’asfalto delle due strade con pavimentazione più adeguata.Anche l’introduzione di arredi urbani, quali sedute e fioriere gioverebbe all’insieme, creando un punto di aggregazione.

Allontanandosi dal centro abitato ho notato l’alternanza di giardini, verde attrezzato, residenze ognuna con un differente linguaggio architettonico, che conferisce una certa omogeneità all’insieme.Non vi è tra tessuto urbano e campagna una linea netta di demarcazione, ma una gradualità di coltivi e zone alberate.

Ho riscontrato direttamente che in entrambi gli insediamenti presi in esame, sussiste un grande sfruttamento di suolo ed una irrazionale e casuale organizzzazione deello spazio occupato, quella che si definisce “città diffusa”.

                                                                                                    Nicolò Stocchi

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