Il blog del corso di Progettazione Urbanistica

La riparazione della città diffusa

La città delle Arti e delle Scienze di Valencia

IL CONTESTO STORICO:

La città di Valencia nasce sulle rive del fiume Turia. Il primo insediamento di epoca romana si attesta intorno al 138 a.C. su di un’isola del fiume per sfruttare i vantaggi di tale localizzazione relativamente vicina alla costa e con terreni adatti alla coltivazione. La mancanza di porti naturali lungo la fascia costiera ha rafforzato il rapporto tra il fiume e la città, sia dal punto di vista morfologico che economico, tanto da prevalere sulla relazione che la città ha progressivamente stabilito con il mare.

Sin dall’inizio Valencia ha avuto un duplice rapporto con il fiume: da un lato il Turia era un punto di origine e di sviluppo della città, che ne ha determinato la configurazione, dall’altro era causa di continue inondazioni e straripamenti dal suo letto naturale.

Nel 1957 si verifica l’evento di piena più consistente;  il governo vuole  porre rimedio in tempi brevi ad una situazione rimasta irrisolta per moltissimi anni, così  viene istituita una Commissione  Tecnica speciale per individuare la soluzione più adeguata tra le tre proposte:

– SOLUZIONE NORD: deviazione del fiume verso le zone a nord dell’area urbana e connessione con l’alveo attraverso un dislivello naturale esistente (Barranc del Carraixet);

– SOLUZIONE CENTRO: costruzione di un impianto di presa in località Vilamarxant;

– SOLUZIONE SUD: creazione di un nuovo alveo sostitutivo di quello esistente da collocarsi nelle aree a sud del nucleo centrale.

Fu la Soluzione Sud la prescelta per deviare il fiume,  lasciando completamente libero l’ampio spazio occupato dall’alveo originale che poteva così essere oggetto di nuove sistemazioni in linea con le necessità della città.

Le opere di deviazione (1964-1973)  hanno portato ad un ADDOMESTICAMENTO DEL PAESAGGIO, con cui si trovò una soluzione ai problemi creati dalle disastrose inondazioni del tessuto cittadino, e un’interessante opportunità di RINNOVAMENTO  e RIQUALIFICAZIONE della CITTA’, partendo dalla progettazione dello spazio lasciato libero dal fiume e divenuto completamente utilizzabile per usi urbani. Fu quindi un’occasione per adattare il nascente ambito metropolitano alle nuove esigenze di sviluppo degli anni Sessanta ed affrontare le problematiche conseguenti. Il vecchio tracciato del fiume venne destinato ad una vasta zona verde che avrebbe percorso la città (area: 1.514.300 mq.

 IL CONTESTO ISTITUZIONALE:

Agli inizi degli anni ’90 venne bandito un concorso dalla Generalitat Valenciana, vinto nel 1991 da S.Calatrava, che doveva avere come scopo quello di  recuperare una vasta area (circa 35 ettari) della periferia orientale della città di Valencia, situata tra il vecchio letto del fiume Turia (a Nord) e una grande autostrada (a Sud). Tale spazio doveva costituire inoltre un collegamento tra il centro storico e l’area costiera di Valencia. L’area venne destinata ad un complesso culturale che diventerà uno dei più famosi d’Europa: la Città delle Arti e delle Scienze.

IL PROGETTO:

La città delle Arti e delle Scienze è una vera e propria città nella città, un centro polifunzionale sviluppato in più epicentri a seconda delle attività culturali. Si estende su un a superficie di 350.000 mq ed è articolato in tre grandi sezioni:SCIENZA, NATURA E ARTE. E’ un complesso di edifici le cui forme sono ispirate al corpo umano, realizzato con tecniche avanguardistiche e destinato alla divulgazione del sapere; ogni sezione è ospitata in un edificio indipendente dagli altri.

Gli edifici:

Hemisfèric:  è stato il primo edificio ad essere realizzato (1995-1998) ed è un elemento singolare per la sua forma che ricorda quella di un occhio.  La struttura è un’elegante palpebra di vetro capace di muoversi, in cui è presente una sfera vitrea, l’involucro del Teatro Omnimax. Al suo interno è presente uno schermo concavo avente un sistema di proiezione cinematografica IMAX. Fattore interessante è la corrispondenza tra la forma dell’edificio e la funzione che esso svolge.

Museu de les Ciències Príncipe Felipe: inaugurato nel 2000,  è un museo interattivo della scienza e della tecnologi.  La sua forma rimanda a quella dello scheletro di un dinosauro. La facciata Sud è in cemento bianco, mentre quella  Nord, di cristallo, ricorda una cascata di ghiaccio.

Umbracle: Inaugurato nel 2001, è la struttura funzionale all’accesso della città.  E’ al tempo stesso un giardino e una galleria d’arte all’aperto, caratterizzata da un’esposizione di scultura contemporanea. Svolge inoltre una funzione di parcheggio al piano inferiore.E’ importante notare  la rilevanza che è stata data al punto di accesso del complesso urbano.

Oceanografic: Inaugurato nel 2001, è un parco  realizzato riutilizzando un progetto dello scomparso architetto madrileno Félix Candela.  E’ uno dei più grandi acquari d’Europa in cui  sono stati riprodotti i principali scenari marini del pianeta.

Palau de les Arts Reina Sofía: Inaugurato nel 2005, è l’Opera di Valencia, la cui forma ricorda la struttura di un cranio e nasce come luogo dedito alla divulgazione della musica, del teatro e della danza.

Pont de l’Assut de l’Or: Inaugurato nel 2008 e destinato esclusivamente al trasporto pubblico. Il ponte  incrocia i giardini della Turia per unire la circonvallazione nord e sud di Valencia, collegando così la “superstrada del Saler” e la “calle Menorca – Serreria”.

Ágora: Inaugurata nel 2009, è una piazza coperta avente una pianta ellittica e la  parte superiore dell’edificio che ricorda due mani intrecciate. E’ dotata di movimento per consentire l’illuminazione naturale.

L’ACCESSIBILITA’:

La città delle Arti e delle Scienze è facilmente raggiungibile sia con i mezzi pubblici che privati. Come precedentemente detto, il complesso si trova inserito tra due strade di grande flusso e inoltre l’Umbracle dispone di un parcheggio per coloro che giungono alla città mediante mezzo privato. E’ inoltre facilmente raggiungibile mediante mezzi pubblici (metro e autobus).

GLI ELEMENTI E MATERIALI COMPOSITIVI:

Gli elementi che Calatrava utilizza sono principalmente l’acqua, la luce e il movimento, con cui cerca di evadere da un’estrema staticità e rigidità degli edifici, dalla freddezza dei materiali e delle tecnologie, con il tentativo di DARE VITA alle sue opere. All’interno del complesso  riesce a raggiungere il suo scopo mediante i movimenti meccanici degli edifici e l’utilizzo di giochi di luce e di riflessi sull’acqua.

I materiali principalmente utilizzati, invece, sono il metallo, il vetro, il cemento bianco e la vegetazione. Questi elementi servono a far trasparire la tradizione mediterranea del mare e della luce attraverso un gioco di colori tra l’azzurro dei grandi stagni d’acqua a cielo aperto, il bianco del cemento e il riflesso dei vetri; inoltre il giardino dell’Umbracle è una serra di piante tipicamente mediterranee. Si nota quindi un tentativo di ricerca del CONTESTO AMBIENTALE.

OSSERVAZIONI E VALUTAZIONI:

Il progetto di Calatrava ha effettivamente portato ad una riqualificazione dell’intera area, ma ha anche permesso alla città di avere un rilancio culturale ed economico. Grazie al contributo del progettista  il complesso architettonico non è solo un luogo di divulgazione culturale, ma è anche un patrimonio architettonico di grande valore che appartiene a Valencia, a tutta la Spagna e al mondo. La posizione geografica, la facilità dei collegamenti  e i richiami che Calatrava fa ai caratteri mediterranei, non creano  un’isola moderna scollegata dal resto della città. Inoltre l’inserimento di un complesso così moderno in un’area verde  lo isola, ma allo stesso tempo ne ammortizza  l’impatto urbanistico. Questo effetto è sottolineato dal fatto che La città celle Arti e delle Scienze si trova circondata da numerose costruzioni moderne.

La città delle Arti e delle Scienze può essere definita uno di quei “Landmark” che è in grado di cambiare il volto di una città, introducendo un elemento di novità talmente forte da essere destinato a diventare un SIMBOLO.

Attualmente Valencia vive una sorta di bipolarità tra il centro storico e il centro moderno. Numerose sono state le polemiche riguardo l’impatto urbanistico di un simile complesso, ma si può definire un progetto “riuscito”,  poiché oggi gli abitanti valenciani riescono ad IDENTIFICARSI  tanto nella città storica, quanto in quella moderna.

Marina Visciano

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