Il blog del corso di Progettazione Urbanistica

La riparazione della città diffusa

Il sopralluogo a Tassignano – Capannori (impressioni, considerazioni…..)

Sarà che non sono ho visitato tante stazioni Toscane, ma quando sono sceso dal treno alla stazione di Tassignana mi è sembrato di rivedere la stazione della mia città, percependo un’atmosfera un po’ surreale, come se il tempo si fosse fermato a chi sa quali anni ’60, anche se a qualche km di distanza c’è la città di Lucca.

La stessa atmosfera l’ho percepita nel complesso abitativo  vicino alla stazione, le case rurali con il loro “sistema di corti”, aventi lo spazio all’interno comune, tipico modello edilizio della piana lucchese, e l’alternanza di queste con i campi colti e incolti e i grandi corridoi verdi.

Aspetto molto importante da sottolineare è stata l’ancora presenza degli edifici adibiti una volta a fienili, ma che oggi usati come deposito-magazzino, anche se potrebbero essere riusati per funzioni commerciali (agriturismi, cantine vinicole, ecc …), per riqualificare e valorizzare questi piccoli borghi.

Nel tragitto verso Capannori ho notato l’assenza di marciapiedi lungo la strada che collega Tassignana a Capannori, struttura molto importante per la sicurezza delle persone, ma in particolare di noi che l’abbiamo percorsa; ma ciò che mi ha colpito sono stati i rumori e i suoni che avvertivo a mano a mano che ci avvicinava al centro. Una strana sensazione perché arrivavamo da una città dove regnava il silenzio.

Qui ho notato subito la chiesa e il campanile, che a mio parere erano di qualità molto scadente, che non mi hanno trasmesso nessuna sensazione che si avvicinasse al bello, al contrario della piazza e del verde che la circondava che era curato.

Camminando ho osservato come ogni parte della città avesse un proprio linguaggio, una propria tipologia edilizia, che la caratterizzasse, come tanti tasselli che non avevano una relazione tra di loro, ma che nel complesso formavano la città.

Ci siamo spostati lungo il parco dove secondo me l’amministrazione lo ha sistemato in modo razionale, forse andrebbero riviste alcune forme o oggetti, ma soltanto piccoli aggiustamenti.

Nel tragitto per andare al Comune ho fatto piacevolmente caso lungo la strada delle piste ciclabili e pedonali, vista la totale assenza in alcune parti, anche se una volta arrivati di fronte al Comune non ho pensato che fosse quello, anche perché, a parte l’edificio che poteva essere realizzato in un’altra forma e tipologia, riprendendo anche il tipico edificio comunale italiano, aveva una sistemazione periferica rispetto al “centro storico”.

Per rispondere all’ultima domanda su che tipo di intervento pensate occorra, vorrei dire che indipendentemente dallo stato di fatto io provvederei sempre a un miglioramento perché non esiste un “luogo o una città ideale”, ci sarà sempre un qualcosa che potrà essere perfezionato; però ascoltando l’opinione sulla tipica domanda:ma ti piace Capannori? ,essendo un capannorese, è che la sua città è bella così com’è con suoi pro e i contro, quindi bisogna stare attenti quando si compiono delle trasformazioni in una città che non è la nostra, perché si possono fare cose che alla fine la popolazione non vedrà come sue.

Andrea Cozzo

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